DONNE E LA CUCINA DEL VENTENNIO
PREMIO BANCARELLA CUCINA 2009
Autori: Luisella Ceretta
Prezzo € 14,00
Pag. 128
Formato: 17x24
Codice ISBN. 9788888916545
Dalla battaglia del grano ai surrogati, dall'arte cucinaria dei futuristi all'autarchia, con consigli di assennatezza e risparmio che possono rivelarsi utili anche... in questi tempi.
Dal TG2 del 11 sett. 2009

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Articolo apparso su LA STAMPA il 29 sett. 2009

Luisella Ceretta, laureata al Dams, vive ad Avigliana

Menù al risparmio da un libro
sulle ricette del Ventennio

TIZIANA PLATZER
Non era il sacro fuoco ecologista a muovere gli slogan di invito per niente velato al risparmio, le antesignane «pubblicità progresso» contro lo spreco: «Fare attenzione a ciò che viene gettato nelle immondizie: stracci, spaghi, carta, gusci d’uovo, scatolame, foglie di ortaggi, bucce, gusci, noccioli: tutto può essere utilizzato». E il conto spauracchio era presto fatto: «6 centesimi al giorno sprecati da ogni italiano rappresentano per il Paese la perdita di 1 miliardo di lire all’anno». La mano sulla coscienza domestica durante il Ventennio era d’obbligo se la dovessero mettere le donne, con ben chiaro in mente il concetto «Lo spreco è causato dalla mancanza di ordine e disciplina». Non certo per desiderio di riciclo biologico, le massaie dovevano trovare il modo, ogni giorno, di mettere insieme un pranzo e una cena. La sopravvivenza della famiglia. A loro dedica il libro «Le donne e la cucina nel ventennio» (edito da Susa Libri) Luisella Ceretta, 46 anni, laureata al Dams a Torino e oggi residente vicino a Avigliana, che domenica si è aggiudicata il «Premio Bancarella Cucina» a Pontremoli.

«Un riconoscimento inaspettato alla mia prima partecipazione a un premio» racconta l’autrice, dipendente all’Ufficio Cultura del Comune di Avigliana. «Donne con gli uomini al fronte costrette a infinite code per la “tessere annonaria” istituita nel 1940, per cibo propagandato che poi non si trovava, per il latte. Donne che si inventavano le ricette della cucina povera, aiutate dalle riviste dell’epoca, dalle pubblicazione degli uffici di propaganda fascista, dalle rubriche di ricette di Petronilla, medico pediatra e scrittrice sull’inserto domenicale del “Corriere della Sera”». Un impegno femminile importante per rendere il momento del pasto più sereno, conviviale, quasi a voler far dimenticare per un attimo l’orrore della guerra».

Il volume ripercorre la ricerca di emancipazione femminile nonostante il fascismo relegasse la donna a custode del focolare, nonostante il ruolo fondamentale nelle reti associative, nelle fabbriche di munizioni, negli uffici pubblici e commerciali e nelle campagne. Da una parte crocerossina, dall’altra cuoca creativa con nulla: fra le 125 pagine illustrate con manifesti e pagine di giornali d’epoca, le ricette trovate in un anno di ricerche da Luisella Ceretta: «Mio nonno mi parlava delle uova con il lardo, o della frittata con gli avanzi di minestra. Ho scoperto il pane impanato al posto delle cotolette, il budino di carne cucinato con gli avanzi, l’uso della paraffina per ungere la padella quando mancava l’olio. L’idea che nelle aiuole di fronte a casa, non si piantassero più le violette, bensì i cavoli o i piselli». E con i baccelli veniva servita una fumante minestra

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